Si è aperto a Palazzo Chigi il tavolo tra il Governo e le organizzazioni sindacali sul futuro dell’ex Ilva di Taranto: al centro del confronto, appena iniziato, il destino dello stabilimento e le tutele per i suoi dipendenti, indotto compreso.
Presiede il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per l’esecutivo partecipano in videocollegamento il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin; presenti invece il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza con delega alle Politiche per il Sud.
Sul versante sindacale siedono al tavolo Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager. Prendono parte alla riunione anche rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e quelli del Gruppo Ilva.
Secondo fonti dell’esecutivo, il Governo sta cercando nuove iniziative industriali capaci di generare occupazione concreta e restituire prospettive di sviluppo a un territorio duramente provato dalla crisi dello stabilimento.
In vista dell’apertura del tavolo, Mantovano ha incontrato i vertici di Leonardo, Ferrovie dello Stato, Fincantieri e Rheinmetall Italia per esplorare possibili interventi industriali in Puglia, con particolare attenzione all’area tarantina. L’obiettivo è duplice: intervenire in fretta sul fronte dell’occupazione e, allo stesso tempo, costruire una strategia di medio-lungo periodo fondata su nuovi progetti e investimenti, con uno sguardo anche all’alta tecnologia e alla formazione.
Sui mercati, nel pomeriggio i titoli di Leonardo e Fincantieri, due delle società interpellate dal sottosegretario, segnavano variazioni positive: il primo a 49,955 euro (+1,20%), il secondo a 12,66 euro (+1,77%).
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