Si tratta di Daniela Millan Parlanti la seconda passeggera con cittadinanza italiana ancora dispersa dopo il disastro ferroviario di Urda, in provincia di Toledo: lo scontro tra i due convogli, avvenuto mercoledì, ha causato 69 vittime. La donna ha 40 anni, è nata in Venezuela e possiede la doppia cittadinanza grazie alle origini italiane degli antenati emigrati in Sudamerica, come l’altra connazionale dispersa, l’italo-argentina Ana Martina Conte Grand, di 33 anni.
Dopo gli studi in tecnologia cardiopolmonare, Daniela si era stabilita a Madrid per lavoro, dove aveva formato una famiglia. Analizzando la sua casella di posta elettronica, i familiari hanno ricostruito che aveva un biglietto a suo nome per la prima carrozza del Renfe Ave sulla tratta Madrid-Siviglia, il convoglio che si è schiantato contro il treno Iryo fermo sui binari.
“Aiutateci a trovarla”: è l’appello dei parenti dell’italo-venezuelana, che si sta diffondendo sui social della comunità venezuelana a Madrid. La famiglia invoca la “collaborazione di tutti” per avere notizie di Daniela, confidando che sia ancora viva: proseguono intanto le comparazioni tra il Dna dei familiari e i campioni prelevati dai resti ancora non identificati.
L’altra italiana dispersa, Ana Martina Conte Grand, è podologa e vive in Argentina. Era giunta a Madrid pochi giorni prima insieme alla madre per visitare il fratello Jeremias, che non vedeva da tre anni, e la nipotina appena nata. Aveva poi scelto di accompagnarlo a Cordoba, dove doveva recarsi per lavoro, per scoprire l’Andalusia. Jeremias, ferito e ricoverato all’ospedale di Toledo, ha raccontato di averla vista “morta, ormai senza respiro” prima di perdere conoscenza.
Sei altri italiani a bordo dei due treni sono rimasti illesi. A Urda è stata inoltre celebrata una messa in memoria delle vittime di uno degli incidenti ferroviari più gravi della storia recente.
Lascia un commento