Dalla Sicilia arriva la storia di due calciatrici veronesi: Sofia Meneghini ed Eveljn Frigotto, che da quest’anno indossano la maglia del Catania Women, squadra neopromossa in Serie B femminile.
Per Eveljn Frigotto, portiere classe 1997, il trasferimento in Sicilia è l’ultima tappa di un percorso ricco di trasferte: dopo gli esordi nel Monteforte e l’esperienza al Cittadella, ha trascorso quattro anni negli Stati Uniti, alla Columbia, con i Blue Raiders. Rientrata in Italia ha giocato nel Cesena, per poi vestire le maglie di Parma, Lumezzane e Bologna.
Sofia Meneghini, difensore classe 2000 e figlia d’arte – il padre Sergio ha militato a lungo nel calcio dilettantistico veronese – ha cominciato nel Montorio per poi passare all’Hellas Verona e, in seguito, al Parma e al Brescia.
“È ormai il terzo anno che vivo fuori dalla città di Verona, ma questa è la prima vera e propria esperienza lontana da casa. Fin da subito ho sentito il calore della città. Qui l’attaccamento alla maglia è estremamente viscerale. Non esistono le vie di mezzo, si vive sempre tutto a mille”, racconta Sofia, iscritta all’Università di Catania al corso di laurea in Politiche e Servizi Sociali.
Anche Eveljn condivide lo stesso entusiasmo: “Mi sono affezionata subito a questa città, dove le persone, ovunque tu vada, sanno trasmetterti calore. Ma soprattutto quello che si nota è la loro passione e la vicinanza alla squadra”.
Non mancano però alcune difficoltà: “Militiamo nel campionato di Serie B e abbiamo un buon seguito di pubblico, che però ci manca quando si gioca a porte chiuse, non avendo ancora un campo definito. Per questo siamo ospitate in alcuni impianti della provincia di Catania. Una partita di Coppa Italia, però, l’abbiamo giocata allo stadio Massimino”, spiegano le due giocatrici.
Sul fronte degli obiettivi, il sogno condiviso è “riuscire a vincere un campionato e giocare in Serie A”. Per Sofia la priorità è più concreta: “Sicuramente conquistare la salvezza il prima possibile e poi lavorare tanto per puntare più in alto”.
Quando si parla della città che le ospita, le due veronesi non hanno dubbi: “È fantastica, è un contrasto continuo: da una parte palazzi barocchi, fontane e giardini, dall’altra il mercato (la Fiera), le vie strette e i quartieri popolari. È una città vera ed è fiera di esserlo”.
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