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Dalla provincia di Caserta alla ricerca d’eccellenza: Francesca Paola Luongo guida a UniCamillus un progetto PRIN sull’endometriosi

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Un traguardo di altissimo profilo per la ricerca italiana sulla salute riproduttiva. La dottoressa Francesca Paola Luongo, ricercatrice a tempo determinato in tenure track (RTT) presso la Saint Camillus International University of Health Sciences (UniCamillus) di Roma e originaria di Succivo, in provincia di Caserta, assume il ruolo di responsabile dell’Unità di Ricerca UniCamillus nell’ambito di un importante progetto PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) interamente dedicato all’endometriosi, al quale prenderà parte anche la dottoressa Vittoria Borghetti.

Il riconoscimento conferma la qualità delle ricerche portate avanti dalla scienziata nel campo della salute riproduttiva e della medicina molecolare, e si inserisce in un curriculum di grande spessore, caratterizzato da una intensa vocazione internazionale. Dopo la laurea in Biotecnologie presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la magistrale con lode in Biotecnologie della Riproduzione a Teramo, arricchita da un tirocinio Erasmus al MRC Center for Regenerative Medicine dell’Università di Edimburgo, la dr.ssa Luongo ha vissuto un’esperienza biennale negli Stati Uniti: presso la School of Medicine della Temple University di Philadelphia ha operato come Research Assistant, lavorando sull’applicazione della tecnologia di editing genomico CRISPR-Cas9 allo studio dell’HIV e dei meccanismi cellulari del melanoma. Rientrata in Italia, ha conseguito nel 2024 il Dottorato in Medicina Molecolare all’Università di Siena, affiancando un Master in Bioinformatics and Data Analysis, per poi approdare ai ruoli accademici di UniCamillus.

“Ottenere questo prestigioso finanziamento PRIN e guidare l’Unità di Ricerca di UniCamillus in un progetto così cruciale rappresenta per me un’emozione profonda, ma soprattutto una straordinaria responsabilità verso le tante persone che convivono con patologie complesse come l’endometriosi”, ha fatto sapere la ricercatrice, sottolineando che “la ricerca scientifica non è mai un percorso isolato: è il frutto di una visione corale, di un lavoro di squadra internazionale e di un costante investimento nel futuro”. E ancora: “Oggi più che mai abbiamo la necessità di spingere in avanti i confini dell’innovazione tecnologica – dai modelli 3D in vitro agli studi sulla tossicologia riproduttiva – per tradurre la scienza di base in risposte concrete per la salute e il benessere dei pazienti. Credo fortemente che sostenere la ricerca significhi restituire speranza, migliorare la qualità della cura e costruire una società più equa e consapevole”.

Le competenze avanzate acquisite tra Stati Uniti ed Europa costituiscono il motore delle linee di ricerca che oggi guidano il suo lavoro. La dr.ssa Luongo è infatti un’esperta di primo piano nello sviluppo di modelli cellulari in vitro avanzati, come i sistemi organ-on-chip e gli organoidi endometriali, progettati per studiare con estrema precisione i meccanismi della finestra di impianto e della recettività endometriale senza ricorrere ai modelli animali. Accanto allo studio dell’endometrio, la sua attività scientifica si focalizza sulla tossicologia riproduttiva, analizzando l’impatto degli interferenti endocrini e dei contaminanti ambientali sulla fertilità maschile e femminile, in stretta sinergia con un network di atenei di prestigio e istituzioni internazionali come il Karolinska Institutet di Stoccolma.

Il finanziamento PRIN rappresenta non solo un attestato di stima verso una produzione scientifica fatta di numerose pubblicazioni su riviste internazionali ad alto impatto – tra cui Cells, International Journal of Molecular Sciences, Human Reproduction Open e Cell Death Discovery – e di premi accademici, ma anche un tassello fondamentale per dare nuovo impulso alla ricerca traslazionale sull’endometriosi. Un traguardo che unisce innovazione tecnologica, rigore metodologico e forte impatto clinico, confermando la dottoressa Luongo tra i punti di riferimento della nuova generazione di ricercatori italiani impegnati a migliorare la salute e il benessere riproduttivo.

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