In vista della Giornata mondiale del risparmio, il senatore Dario Damiani, capogruppo in Commissione Bilancio, ha fatto il punto, in un’intervista ad Adnkronos, sui risultati raggiunti e sulle sfide ancora aperte per migliorare la cultura finanziaria degli italiani: dall’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole alla necessità di indirizzare la liquidità delle famiglie verso investimenti produttivi.
Damiani è stato il promotore della legge che ha introdotto l’educazione finanziaria nelle scuole, entrata in vigore nel 2024: la proposta, nata nel 2018, si è concretizzata nell’insegnamento dell’educazione finanziaria nell’ambito dell’educazione civica, a partire dal primo ciclo di istruzione. «È una soddisfazione non soltanto personale, ma anche politica, perché finalmente abbiamo raggiunto un risultato importante per l’Italia», ha dichiarato il senatore, ricordando che il Paese ancora oggi occupa le posizioni più basse delle classifiche europee e mondiali in termini di alfabetizzazione finanziaria. Il Ministero dell’Istruzione ha poi emanato le linee guida sull’educazione civica e sull’educazione finanziaria e gran parte delle scuole si è già adeguata, ma «c’è ancora molto da fare» e «dobbiamo risalire le classifiche internazionali».
L’educazione finanziaria, secondo Damiani, serve anche alle imprese: l’Italia si regge sulle piccole e medie imprese, soprattutto a conduzione familiare, e anche in questo ambito è necessario introdurre nozioni per elevare il livello di competitività e di conoscenza, anche nei rapporti che le aziende intrattengono, per esempio, con le banche.
L’altro nodo centrale è quello del risparmio fermo. «Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, esiste un patrimonio importante depositato sui conti correnti; quindi, risorse che rimangono inattive e non producono nulla», ha ricordato Damiani. Una decina di anni fa sono stati introdotti i Piani Individuali di Risparmio, i Pir, che raccoglievano risparmio privato per investirlo nelle piccole e medie imprese italiane e che nel tempo hanno avuto un’evoluzione. Oggi, secondo il senatore, bisogna creare le condizioni affinché un risparmiatore privato possa destinare, in un’ottica di medio-lungo termine — almeno cinque o sei anni — le proprie risorse ferme sul conto corrente a un investimento, riconoscendogli agevolazioni anche fiscali attraverso sgravi sugli investimenti.
Sul tema si è mosso anche il settore: Abi, Ania, Assogestioni, Assoreti e l’Associazione Italiana Private Banking hanno fatto fronte comune presentando al MEF una proposta per introdurre anche in Italia i cosiddetti Savings and Investments Accounts, i conti di risparmio e investimento pensati e dedicati alle persone fisiche residenti in Italia. Per Damiani si tratta della «dimensione europea della questione»: l’idea, presentata all’Europa, punta a utilizzare il risparmio privato per finanziare le piccole e medie imprese europee e può rappresentare «un’espansione a livello europeo degli stessi Pir», che in parte funzionano secondo una logica simile. «Credo che questa possa essere una buona soluzione e che si possa lavorare in questa direzione, per destinare una quota maggiore del risparmio delle famiglie a investimenti produttivi», ha detto il senatore, sottolineando che devono essere investimenti di medio e lungo termine, in grado di offrire opportunità di finanziamento sia alle imprese italiane sia a quelle europee: una prospettiva importante non soltanto per l’Italia, ma anche per l’Unione europea.
L’educazione finanziaria ha poi obiettivi molteplici: non solo accrescere il livello culturale e la consapevolezza, ma anche sviluppare la capacità di riconoscere le truffe, telefoniche o via email, «che vengono perpetrate continuamente e ogni giorno ne scopriamo di nuove in Italia». Quando un soggetto propone un investimento promettendo rendimenti molto elevati, ha avvertito Damiani, bisogna prestare particolare attenzione, perché si potrebbe trattare di una truffa: chi non conosce il mondo finanziario e le sue regole difficilmente riesce a riconoscere un tentativo di truffa. Per questo la formazione, oggi introdotta nell’insegnamento scolastico per ragazzi e bambini, andrebbe estesa «a tutte le categorie del nostro Paese: alle casalinghe, ai professionisti, a chiunque».
Sul quadro economico internazionale, Damiani ha affermato che l’Italia «in questi quattro anni di governo ha fatto passi da gigante dal punto di vista economico», ma che tutto questo «rischia di essere in parte vanificato da una situazione economica internazionale particolarmente difficile», con oltre settanta guerre nel mondo, alcune delle quali vedono protagoniste anche le grandi potenze mondiali. Il senatore ha però ricordato che negli ultimi mesi importanti agenzie di rating hanno migliorato le loro valutazioni sull’Italia: «Questo significa che sono stati compiuti passi avanti importanti e che il nostro Paese ha registrato progressi significativi».
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